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Fino al 05 febbraio – Sala Salmon martedì – venerdì ore 20,30 / sabato ore 20,00 / domenica ore 16,30

ASSASSINA di Franco Scaldati

regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Una vecchina e un omino vivono nella stessa casa dove si preparano da mangiare, si lavano, parlano e giocano coi loro animali: la gallina Santina e il topo Beniamino. Alla parete ci sono appesi i ritratti dei genitori, che di tanto in tanto fanno sentire la loro voce con lirici assoli o divertiti commenti. Ma la vecchina e l’omino non si conoscono, non si sono mai incontrati, anzi ignorano l’uno l’esistenza dell’altro. E quando improvvisamente, una notte, si scoprono a dormire nello stesso letto, che ognuno ovviamente giura essere il suo, comincia un’infinita sequenza di battibecchi, interrogatori, accuse e smentite, scambi di identità…

 

Dal 09 al 12 febbraio – Sala de Berardinis giovedì e venerdì ore 21,00 / sabato ore 19,30 /

domenica ore 16.00
IL CASELLANTE  di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale

con MONI OVADIA 

Il Casellante è, fra i racconti di Andrea Camilleri, uno dei più struggentemente divertenti del ciclo cosiddetto mitologico. Secondo a Maruzza Musumeci e prima de Il Sonaglio, questo racconto ambientato nella Sicilia di Camilleri, terra di contraddizioni e paradossi, narra la vicenda di una metamorfosi. Casellante è il racconto delle trasformazioni del dolore della maternità negata e della guerra, ma è anche il racconto in musica divertito e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta.

 

Dal 14 al 26 febbraio – Sala Salmon martedì – venerdì ore 20,30 / sabato ore 20,00 / domenica ore 16,30

FANTASMI di Luigi Pirandello

regia di Nanni Garella

Opera incompiuta pubblicata da Pirandello nel 1931 su “La nuova antologia”, Fantasmi, è sostanzialmente il primo atto de I giganti della montagna. Nel testo non si parla mai dei giganti, si racconta soltanto la storia della Villa della Scalogna e dei suoi abitatori, Cotrone e gli Scalognati, persone che si sono rifugiate in questa villa per rinascervi, buttandosi alle spalle la loro vita vissuta fra le brutture della quotidianità. Gli Scalognati ricevono la visita di una compagnia girovaga di attori laceri, affamati e randagi che vagano per le montagne. La vicenda si risolve qui. Questa nuova edizione di Fantasmi viene quindici anni dopo quella, sempre diretta da Nanni Garella, che segnò un notevole salto di qualità per gli attori pazienti psichiatrici di Arte e Salute, all’inizio del loro percorso artistico all’Arena del Sole, proiettandoli all’attenzione del pubblico e della critica nazionale.

 

Il 15 e 16 febbraio – Sala de Berardinis mercoledì e giovedì ore 21,00

L’ECO DELL’ACQUA coreografia di Philippe Kratz

Aterballetto

Non soltanto il tempo scivola via. Come l’acqua, secondo Goethe, anche l’anima dell’uomo. Sempre secondo un avvicendamento reciproco. Tra cielo e terra, si replica di continuo «il destino dell’uomo». E il corpo? A volte i corpi piovono sui campi come le pesanti nuvole di polvere raccontate da Goethe in una delle sue più belle liriche: Gesang der Geister über den Wassern (Canto degli spiriti sulle acque).

 

BLISS coreografia di Johan Inger
Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett, che ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita

 

Il 21 e 22 febbraio – Sala de Berardinis ore 21,00

L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA di Luigi Pirandello

con Gabriele Lavia, Michele Demaria e Barbara Alesse.

regia di Gabriele Lavia 

L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello è la scena maestra dell’incomunicabilità, della solitudine che si aggrappa alla banalità dei particolari più piccoli e insignificanti del quotidiano per cercare di rintracciare una superiorità della vita sulla morte. E’ un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e per questo medita sulla vita con urgenza appassionata e uno come tanti, che vive un’esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte.

 

Il 02 marzo – Sala Salmon ore 20,00

LORETTA STRONG di Copi

Compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa

regia di Marco Isidori |

Loretta Strong è una delle creature più folli dell’autore franco-argentino, un personaggio che crede di viaggiare su un’astronave verso inarrivabili galassie. Delirio allo stato puro in un grande gioco teatrale, fantastico, comico e visionario. Loretta percepisce la realtà dalla lontananza siderale della sua ‘posizione’ nell’etere infinito, e da questa posizione stabilisce le coordinate fantastiche del suo delirio sapientemente e squisitamente teatrale.

 

Il 03 e 04 marzo – Sala de Berardinis venerdì ore 21,00 e sabato ore 19,30

WIKIPIERA

con Piera Degli Esposti e Pino Strabioli

Piera Degli Esposti torna in teatro e torna nella sua città, Bologna, dopo quasi dieci anni di assenza dalle scene, anni in cui non ha smesso di recitare prestando il volto a personaggi delle serie televisive Rai più amate come Tutti pazzi per amore e Una grande famiglia. La grande attrice ripercorre più di 50 anni di carriera: dagli amori impossibili e quelli possibili, il rapporto profondo e controverso con la mamma, la passione per Bologna, gli incontri fondamentali come quello con la scrittrice Dacia Maraini e il regista Marco Ferreri; Lucio Dalla, De Chirico e poi ancora le tappe della carriera. Un’intervista che sarà uno spettacolo, fra brani di grande teatro e ricordi. Da Joyce a D’Annunzio, da Beckett a Campanile.

 

Il 04 marzo – Sala Salmon ore 20,00

NEL LAGO DEI LEONI da Le parole dell’estasi di Maria Maddalena de’ Pazzi

Compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa

regia di Marco Isidori 

Lo spettacolo è ispirato alla figura di Maria Maddalena de’ Pazzi, soprannominata ‘la santa vivente’. Di origini nobile e colta, a soli 16 anni, nel 1582, entrò in convento, dove impressionò per la potenza visionaria con cui si accostava al mistero della Trinità. Straparlava, s’invasava mentre le consorelle prendevano appunti per poi consegnare la cronaca di queste estasi. Parole sontuose e frementi, immagini sconvolgenti, tardo latino mescolato all’italiano.

 

L’08 e 09 marzo – Sala Salmon ore 20,30

AT THE END OF THE WEEK di Bobo Jelčić

Prima nazionale

Del regista croato Bobo Jeličić abbiamo visto due anni fa a VIE Festival lo straordinario allestimento de Il gabbiano di Cechov. Ed è grande quindi la curiosità per questo nuovo lavoro: Jeličić porta qui in scena con ironia e con umorismo pungente un preciso momento della nostra vita quotidiana. Un gruppo di persone torna a casa al termine della settimana lavorativa: ma cosa succede se questo stesso gruppo viene catapultato in un mondo in cui i valori di sempre non valgono più nulla?

 

Il 10 e 11 marzo – Sala de Berardinis venerdì ore 21,00 / sabato ore 19,30

COMPASSION

ideazione, testo e regia Milo Rau 

In Compassion. La storia della mitragliatrice, Rau e il suo team attraversano i punti caldi del nostro tempo: le rotte mediterranee dei profughi dal Medio Oriente e le zone di guerra civile congolesi. Il doppio-monologo semi-documentario, basato su interviste con membri di ONG, uomini di chiesa e vittime di guerra in Africa e in Europa, si avventura deliberatamente in terreni contraddittori: come si fa a sopportare la miseria degli altri e perché la guardiamo? Perché una persona morta alle porte d’Europa supera mille morti nelle zone di guerra civile congolese? Compassion prende in considerazione non solo i limiti della nostra compassione, ma anche quelli dell’umanesimo europeo.

 

Il 14 marzo – Sala Salmon ore 20,30

GEPPETTO E GEPPETTO scritto e diretto da Tindaro Granata

Tindaro Granata porta sul palco la delicata questione della stepchild adoption, e lo fa evitando posizioni preconcette o forzature e affrontando il tema con rara sensibilità. Geppetto e Geppetto è la storia di uno scontro tra due uomini, uno giovane e uno adulto, che cercano entrambi il riconoscimento di una paternità, che non può avere la stessa funzione che ha in una famiglia eterosessuale. E’ il desiderio di un Geppetto di farsi amare da un figlio che non è sangue del suo sangue, ma generato dal seme del proprio compagno. E’ il desiderio di un ragazzo di ritrovare una figura paterna, vissuta nell’assenza di una figura materna, che lo possa accompagnare nel mondo degli adulti senza il peso della mancanza.

 

Dal 16 al 19 marzo – Sala de Berardinis giovedì e venerdì ore 21,00 / sabato ore 19,30 /  domenica ore 16,00

NON TI PAGO di Eduardo De Filippo

Non ti pago, che fa parte della produzione dei “giorni pari” è uno dei testi più noti della prima drammaturgia eduardiana ed anche uno dei più divertenti: la commedia, andata in scena per la prima volta nel 1940, è stata negli anni riproposta dai De Filippo con grande divertimento del pubblico e apprezzamento della critica. E’ una storia che parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’umanità dolente e sfaccendata, che nella cruda realtà quotidiana fatta di paure, angosce e miseria non rinuncia però alla speranza, all’illusione, all’ingenua attesa di un colpo di fortuna che determini un futuro migliore.

 

Il 23 e 24 marzo – Sala de Berardinis ore 21,00

PORCILE di Pier Paolo Pasolini

regia di Valerio Binasco

In Porcile la trama si sviluppa nella Germania del dopo nazismo, nel momento in cui la borghesia con il suo modo globalizzante di intendere la democrazia ha preso il Potere e lo gestisce.
Julian, figlio «né ubbidiente né disubbidiente» di una coppia della borghesia tedesca, trova nel porcile paterno un amore ‘diverso’ e ‘non naturale’ che, tuttavia, lui riconosce come scintilla di «vita pura». La passione misteriosa che segna il personaggio fin dal suo ingresso diviene simbolo del disagio di chi non si riconosce nella società coeva, e si rifugia in qualcosa di istintuale ma segreto.

 

Dal 30 marzo al 02 aprile – Sala de Berardinis giovedì e venerdì ore 21,00 / sabato ore 19,30 /  domenica ore 16,00

MR PÙNTILA E IL SUO SERVO MATTI di Bertolt Brecht

regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

Brecht mette in scena una “variante” di dottor Jeckyll e Mister Hyde (e per altri versi una variante di Luci della città, a cui si era probabilmente ispirato): il ricco possidente Puntila è infatti un personaggio a due volti, schizofrenico come il milionario del film di Chaplin e come Shen Te, la protagonista nell’Anima buona. Da sobrio è un tiranno che vessa i suoi dipendenti, sfrutta i suoi operai e vuol dare la figlia Eva in moglie a un diplomatico inetto e a caccia di dote, mentre, quando è ubriaco, diventa amico di tutti e vuol far sposare Eva al suo autista Matti, che tratta su un piano di parità.  Sfortunatamente le sbronze passano sempre…