Bologna s'è desta
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La pubblicazione traccia un inusuale percorso storico-topografico ricostruendo un itinerario dei luoghi del Risorgimento cittadino attraverso l’individuazione di memorie e monumenti e con un censimento delle lapidi e targhe commemorative situate in luoghi pubblici e accessibili a tutti.
L’obiettivo è rendere visibili e fruibili collegamenti e mappature di peculiarità storiche proprie di ogni luogo, mettendo in evidenza la relazione, spesso non sufficientemente conosciuta, tra lo spazio e il prodursi degli eventi, riproponendo episodi storici legati a determinati luoghi per contribuire ad una valorizzazione degli spazi urbani al di fuori dei flussi turistici più convenzionali. L’insieme di testimonianze tratte dalle voci di alcuni contemporanei, affiancate alle immagini, contribuirà a restituire visivamente alcune tappe del formarsi anche nella nostra città dell’identità nazionale. Il percorso comincia nella casa di via Strazzacappe, una laterale di via Galliera, dove lo studente di legge Luigi Zamboni, bolognese, e l’astigiano Giovan Battista De Rolandis sognarono la libertà, e dove nella notte fra il 17 e il 18 agosto del lontano 1794 vennero arrestati dalla milizia pontificia. Si passa poi alla Montagnola, dove fu combattuta l’eroica battaglia dell’8 agosto 1848; e con la Restaurazione, nel 1849, si visitano la torre all’interno del parco di Villa Spada dove furono detenuti il sacerdote Ugo Bassi e il patriota garibaldino Giuseppe Livraghi prima della fucilazione avvenuta sotto i portici vicino allo Stadio, probabilmente non a caso, sempre l’8 agosto, ricorrenza della cacciata austriaca dell’anno prima. Ci si sposta nel cuore della città, a palazzo “Pepoli nuovo” con targhe marmoree ed epigrafi che ci ricordano i patrioti che si riunivano nei pressi del palazzo senatorio in via Castiglione, donde partirono armati per la cacciata degli Austriaci da Bologna, avvenuta il 12 giugno 1859. Ma soprattutto attorno alla Piazza e al Palazzo Comunale, edificio simbolo del potere costituito, si raccolgono numerose le testimonianze che ricordano il cammino verso l’indipendenza dal Governo Pontificio: e sono le parole di Giosue Carducci, vate del Risorgimento, a suggellare questo evento memorabile. Sulla collina l’ex convento di San Michele in Bosco fu riadattato e chiamato Villa reale per accogliere Vittorio Emanuele II al sua arrivo in città per i festeggiamenti dell’annessione. Nelle vicinanze, sempre sul colle, a Garibaldi fu dedicato un albero che portò a lungo il suo nome per ricordare la presenza assidua dell’eroe dei due mondi alla villa Letizia, fuori Castiglione, ospite della contessa Carolina Pepoli Tattini e della sua bellissima sorella Paolina, nell’estate del 1859. Vi si aggiungono gli edifici dove dimorarono patrioti come Byron, Aurelio Saffi e Oreste Regnoli; e descrizioni dei monumenti ai padri della patria che contraddistinguono ancor oggi le nostre piazze: Ugo Bassi, Cavour, Marco Minghetti e Giuseppe Garibaldi.
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