EMILIO NANNI “SIGN²”
Written by Administrator A vedere quei lavori collocati tutti assieme, lì, quasi essudati dalla superficie a brulicare sui muri, faremmo fatica ad associarli a una mostra personale, anche perché, nello stesso ambiente, la pulizia delle sedie e degli altri oggetti in rassegna ci fa pensare a una seconda presenza. Verrebbe da credere, infatti, che le grafie di questo artista non abbiano alcun rapporto di interazione o di parentela con le morfologie quintessenziali sparpagliate per la galleria. Nanni è uno degli esponenti più rappresentativi del Neofunzionalismo, ovvero di una corrente tipica dei “nati attorno al 1960”, secondo un destino generazionale che Nanni condivide con personaggi come Jasper Morrison, Naoto Fukasawa, Kostantin Grcic, Piero Lissoni eccetera, ovvero con tutti quei designer che qualche tempo fa Gareth Williams ha raccolto, assieme ad altri, sotto l’egida di The Furniture Machine, nella prestigiosa sede del Victoria and Albert Museum. Il carattere che accumuna questi designers consiste nel contrastare con una cura disinfettante di forme geometriche i revivalismi citazionistici del postmoderno, con i suoi moduli ispirati al passato e con le sue soluzioni al limite del lezioso.
Fino al 27 marzo
Sede: Art To Design, via Porta Nova 12 – info 051 6590752
HUMA BHABHA. PLAYERS
Written by AdministratorNelle sei sculture della metà degli anni Novanta così come nei sei recentissimi disegni realizzati per la mostra Players, Huma Bhabha reinventa la testa umana decostruendo e ricostruendo un archetipo in cui raccoglie e trasforma diverse tipologie storico-artistiche: dalla maschera tribale africana e oceanica alle maschere comiche carnevalesche e a quelle indossate da attori e danzatori del teatro indiano, dai volti grotteschi della pittura espressionista a quelli ibridi e demoniaci rintracciabili nei personaggi dei film di fantascienza o nei fumetti della Marvel. L’inscrizione di un volto dai molteplici significati è evidente anche nei suoi recenti disegni di ritratti immaginari, la cui iconografia nasce da una continuità, ma evolve rispetto alle sue maschere degli anni Novanta. Queste maschere sono ritratti “tecnologici” di creature arcaiche, realizzate con cartapesta e materiali trovati tra cui cavi di plastica e tubi di aspirapolvere, quasi frammenti di effetti speciali di film horror e fantascientifici. I disegni segnano il ritorno a una modalità di rappresentazione espressionistica di volti mitici/fantastici; per questi Huma Bhabha di nuovo trae ispirazione da due fonti molto diverse, arte tribale e fantascienza, combinandole per giungere a un nuovo tipo di figurazione. L’artista costruisce il volto umano come un luogo in cui tutte le possibilità espressive possono essere raggiunte: è una storia che inizia con l'espressionismo tedesco, prima ancora con Munch ed Ensor, e a cui Picasso e Bacon hanno dato un ulteriore contributo di complessità iconica.
Dal 13 febbraio al 15 aprile
Orari: giovedì e venerdì 14.30 - 18.30 / sabato e domenica 10.30 - 18.30 / chiuso 25-26 dicembre, 1° gennaio, 6 gennaio
Sede: Collezione Marmotti, via Fratelli Cervi 66 – info 0522 382484 www.collezionemaramotti.org - Reggio Emilia
Sede: Collezione Marmotti, via Fratelli Cervi 66 – info 0522 382484 www.collezionemaramotti.org - Reggio Emilia
SOROLLA. GIARDINI DI LUCE
Written by AdministratorJoaquín Sorolla (1863-1923), straordinario interprete della pittura spagnola moderna ed esponente di spicco della Belle Epoque, celebrato ritrattista accanto a Sargent e Boldini, Sorolla è oggi considerato una delle personalità più affascinanti del panorama artistico spagnolo in quel periodo cruciale, tra Ottocento e Novecento, segnato dalla diffusione delle poetiche impressioniste e simboliste. Ferrara Arte rende omaggio al maestro valenciano con una mostra organizzata in collaborazione con il Museo de Bellas Artes dell'Alhambra di Granada e il Museo Sorolla di Madrid, che la ospiteranno dopo l'esordio italiano. L'esposizione mette a fuoco un momento cruciale della parabola creativa del pittore: gli anni della piena maturità e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione del tema del giardino e dall'incontro con l'Andalusia. In questa fase della sua vita, nonostante il successo e gli incarichi ufficiali, Sorolla continua a riflettere sulle possibilità della propria pittura e sviluppa una produzione originale caratterizzata dalla poetica del silenzio e dell'intimità e da un linguaggio raffinato, che rivelano sorprendenti assonanze con la sensibilità simbolista e modernista del suo tempo. La rassegna indaga per la prima volta questo processo di introspezione e questa ricerca di essenzialità, gettando nuova luce sulla personalità artistica di Sorolla. Sarà, inoltre, l'occasione per approfondire il rapporto intercorso tra l'artista spagnolo e Giovanni Boldini.Di fondamentale importanza nell'evoluzione del suo percorso artistico è la scoperta dell'Andalusia dove il pittore soggiorna ripetutamente tra il 1908 e il 1918. La suggestione che riceve da quei luoghi è così forte da segnare profondamente lo stile della sua tarda maturità, nel quale si coglie un progressivo passaggio dal naturalismo alla ricezione di risonanze simboliste. Ma ad ispirare Sorolla in Andalusia sono soprattutto i patii e i giardini islamici dell'Alhambra e dell'Alcazar di Siviglia, come dimostra la straordinaria serie di dipinti che l'artista dedica a questi temi nel corso di un decennio, restituendo tutto il fascino di quei luoghi appartati e ad un tempo solenni
Dal 17 marzo al 17 giugno
Orario: aperto tutti i giorni, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00. / Aperto anche Pasqua, Lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.
Sede: Palazzo dei Diamanti - info 0532 244949 – Ferrara


