LUIGI CRESPI
RITRATTISTA NELL’ETÀ DI PAPA LAMBERTINI 

Bologna Musei, in collaborazione con il Dipartimento delle Arti – Alma Mater Studiorum
Università di Bologna, promuovono la mostra Luigi Crespi ritrattista nell’età di Papa Lambertini, la prima dedicata all’artista, letterato e mercante d’arte (1708-1779), figlio del celebre pittore Giuseppe Maria detto lo Spagnolo (1665-1747).
L’esposizione, a cura di Mark Gregory D’Apuzzo e Irene Graziani, intende tributare un dovuto omaggio a questa poliedrica figura fra le più interessanti del panorama artistico e letterario del Settecento bolognese, in relazione al clima di rinnovamento culturale favorito dall’illuminata opera pastorale del cardinale Prospero Lambertini (1731-1754). In stretti rapporti con Giuseppe Maria Crespi, l’ecclesiastico fu un fervido sostenitore del  figlio secondogenito Luigi, del quale  sostenne la carriera clericale nominandolo segretario generale della visita della città e della diocesi, canonico della collegiata di Santa Maria Maggiore ed infine, dopo l’elezione al soglio pontificio con il nome di Benedetto XIV (1740-1758), suo cappellano segreto. Allestita nelle splendide sale ambientate del Museo Davia Bargellini, dove sono esposte la pregevole quadreria senatoria di dipinti bolognesi dal XIV al XVIII secolo appartenuta alla famiglia Bargellini e una peculiare raccolta di oggetti di arte applicata, la mostra presenta il nucleo più significativo di dipinti di Luigi Crespi qui conservati, in dialogo con altre sue opere provenienti dalle Collezioni Comunali d’Arte e prestiti di altre importanti istituzioni museali cittadine e collezionisti privati, in un percorso antologico articolato in sette sezioni tematiche che, per la prima volta, consente di ricostruire le fasi più rilevanti della sua vicenda artistica. Pur essendo soprattutto noto come autore del terzo tomo della “Felsina Pittrice” edito nel 1769, in prosecuzione dei due volumi pubblicati da Carlo Cesare Malvasia nel 1678, Luigi Crespi infatti ha percorso con successo anche la carriera artistica, avviata nella bottega paterna fra la fine degli anni venti e gli inizi degli anni trenta del Settecento. Un’attività che egli stesso, molti anni più tardi, nella biografia del padre (1769), sosterrà di aver svolto «per divertimento», per significare il privilegio accordato al prestigioso ruolo, assunto a partire dagli anni cinquanta, di scrittore e critico d’arte, che gli frutterà importanti riconoscimenti come l’aggregazione alle Accademie di Firenze (1770), di Parma (1774) e di Venezia (1776). La sua produzione figurativa, in particolar modo quella rappresentata dal più congeniale genere del ritratto, rivela un autore sensibile al dialogo con la scienza moderna e con la libera circolazione delle idee dell’Europa cosmopolita. Nonostante l’impegno applicato anche all’ambito dell’arte sacra, cui Luigi si dedica almeno fino agli inizi degli anni settanta, è soprattutto nella ritrattistica che egli raggiunge esiti di grande finezza ed efficacia, molto apprezzati dalla committenza.
«Ebbe un particolare dono di ritrarre le fisionomie degli Uomini, e ne fece una serie di Ritratti di Cavaglieri e Damme», scrive infatti l’erudito del tempo Marcello Oretti, celebrandone l’abilità nell’adattare la formula del codice ritrattistico alle esigenze della clientela. Come dimostrano il Ritratto di giovane dama con cagnolino, o i tre ritratti dei Principi Argonauti in origine nel collegio gesuitico di San Francesco Saverio, la pittura di Crespi junior, già addestrato dal genitore Giuseppe Maria ad un fare schietto, attento al naturale e al «vero», evolve verso un nitore della visione che risalta i dettagli, in un’analitica investigazione della realtà, memore di certi esempi virtuosistici (Balthasar Denner e Martin van Meytens) osservati nel 1752 durante un viaggio fra Austria e Germania, dove visita le Gallerie delle corti di Dresda e Vienna.
Dal confronto con il «grande mondo» – per utilizzare un’espressione di Prospero Lambertini –Luigi deriva la conferma della validità del genere del ritratto ufficiale, che gli consente di rappresentare i personaggi, qualificandone i gusti sofisticati, le abitudini raffinate, i comportamenti
eleganti e disinvolti da assumere nella vita di società, dove si praticano i rituali di quella “civiltà della conversazione” che nella moderna Europa riunisce aristocratici e intellettuali in un dialogo paritario, dettato dalla condivisione di regole e valori comuni. La prossimità con la cultura  lambertiniana lo conduce inoltre a sperimentare, dapprima ancora con il sostegno del padre, poi autonomamente (Ritratto di fanciulla), nuove invenzioni compositive in cui lo sguardo incrocia i volti di individui del ceto borghese: talvolta sono gli oggetti a raccontare con la loro perspicuità di definizione la dignità del lavoro (Ritratto di Antonio Cartolari),altre volte sono invece i gesti caratteristici, l’inquadratura priva di infingimenti (Ritratto di fanciulla), la resa confidenziale del modello, quasi al limite della caricatura (Ritratto di Padre Corsini), a fare emergere il valore umano di quella parte della società, cui papa Lambertini riconosceva un ruolo fondamentale nella riforma dei rapporti con le istituzioni ecclesiastiche. La mostra è accompagnata da un volume, il primo monografico nella bibliografia sull’artista, edito da Silvana Editoriale, corredato da un apparato iconografico che documenta la produzione ritrattistica, una presentazione di Massimo Medica e saggi di Gabriella Zarri, Giovanna Perini Folesani, Irene Graziani e Mark Gregory D’Apuzzo. Durante il periodo di apertura dell’esposizione, i Musei Civici d’Arte Antica organizzano un ciclo di conferenze per approfondire la conoscenza dell’opera di Luigi Crespi nella cultura artistica del Settecento. Gli incontri, gratuiti e aperti al pubblico fino a esaurimento posti disponibili, si tengono alle ore 17 nel Salone di Nomisma – Società di studi economici, al primo piano di Palazzo Davia Bargellini in Strada Maggiore 44. Sono inoltre previste visite guidate e laboratori didattici

Calendario delle conferenze
11 ottobre 2017 Angelo Mazza, storico dell’arte
“La ritrattistica di Angelo Crescimbeni tra aristocratici, intellettuali, borghesi, artisti” 

25 ottobre 2017 Sandra Costa, Università degli Studi di Bologna
“I ‘mondi dell’arte’ in Francia nel XVIII secolo. Il ruolo del pubblico e dei conoscitori nel giudizio sulla pittura” 

08 novembre 2017 Giovanna Perini Folesani, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo “Luigi Crespi storiografo, mercante e artista, ovvero la resistibile ascesa di un avventuriero poco onorato” 

15 novembre 2017 Elisabetta Pasquini, Università degli Studi di Bologna ”Padre Giambattista Martini e il Settecento musicale bolognese” 

29 novembre 2017 Andrea Bacchi, direttore Fondazione Federico Zeri “Sculture e scultori tra Roma e Bologna negli anni di Benedetto XIV Lambertini” 

 

Fino al 03 dicembre
Orari
: dal martedì al sabato h 9.00 – 14.00 / domenica e festivi h 9.00 – 13.00 chiuso lunedì feriali
Sede: Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Strada Maggiore 44 – info 051 236708 www.museibologna.it/arteantica