MIRÓ! SOGNO E COLORE

Questa mostra itinerante, ospitata a Bologna e a Torino, offre una serie di chiavi di lettura che permettono di accostarsi allo spirito e al pensiero di Joan Miró. Non è possibile parlare del maestro catalano senza sottolineare quanto fosse legato alle proprie radici e alla propria identità da un affetto che informava in maniera diretta la sua opera. Nell’evoluzione dei suoi metodi di lavoro spicca chiara l’influenza delle principali avanguardie del Novecento e dell’indole antiartistica dei movimenti dadaista e surrealista, prodromo del suo successivo avvicinamento all’espressionismo astratto americano e all’arte orientale. Joan Miró è uno dei grandi protagonisti del Novecento che, con la sua sconfinata inventiva e capacità di rinnovamento, ha esercitato sull’arte contemporanea un’influenza eccezionale. Né gli insegnamenti accademici ricevuti in gioventù, né il suo legame con i principali artisti d’avanguardia degli inizi del secolo scorso gli hanno impedito di costruire uno stile e un universo creativo del tutto personali. Miró ha preso le mosse dalla realtà che lo circondava, dalla natura e dagli oggetti quotidiani, per creare un linguaggio visivo ricco di simboli, colori e forme. Filtrata dalla genialità dell’artista, la realtà si tramuta così in un mondo onirico, soggettivo e magico. 130 Opere tra cui 100 olii di sorprendente bellezza e di grande formato raccontano a Bologna la sua storia che si intreccia con quella variopinta e fascinosa dell’isola di Maiorca dove Miró visse dal 1956 fino alla morte nel 1983. Quì concretizzò il suo grande desiderio, ovvero di poter creare in un ampio spazio tutto suo, uno studio dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura poteva offrirgli. Sogno e colore di Miró, la sua interiorità e il modo di pensare, il profondo attaccamento alle sue radici e identità, la continua ricerca di novità: queste le chiavi per comprendere capolavori come Femme au clair de lu ne (1966), Oiseaux (1973) e Femme dans la rue (1973) oltre a schizzi – tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University – tutti provenienti da Palma di Maiorca, tutti esposti a Bologna per raccontare la sperimentazione ricercata da Miró all’interno delle principali correnti artistiche del ventesimo secolo come il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo. La mostra è dedicata alla memoria del Maestro Camillo Bersani, recentemente scomparso.  Camillo Bersani, artista e scultore bolognese, discreto ed entusiasta allo stesso tempo, ha permesso che Palazzo Albergati – di proprietà della famiglia – diventasse uno dei più importanti luoghi espositivi in Italia. E di questo il Gruppo Arthemisia gliene sarà sempre grato.

Fino al 17 settembre
Orari: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
Sede: Palazzo Albergati, Via Saragozza 28 – info 051 030141 www.palazzoalbergati.com