Sede: Museo del Patrimonio Industriale, via della Beverara, 123 – info 051.6356603 www.museibologna.it/patrimonioindustriale
PROPOSTE VISITE GUIDATE PER LA RASSEGNA

“5 ETTI DI BOLOGNA”

 

Mercoledì 5 luglio, ore 20.00-21.00
BOLOGNA LA “GRASSA”. LA PRODUZIONE ALIMENTARE BOLOGNESE NEI RACCONTI DI VIAGGIO TRA SETTE E OTTOCENTO.
Quando il cibo viaggiava sul Navile
Bologna vanta una lunghissima tradizione in campo culinario: sono tante infatti le prelibatezze che hanno valso alla città l’appellativo di “grassa”, dalla mortadella ai tortellini, al tipico ragù.
Con un percorso virtuale attraverso le testimonianze di viaggiatori stranieri che hanno descritto nei loro diari la città e i suoi prodotti più tipici, si ricostruiranno le ricette e le tecniche di produzione che hanno reso questi piatti famosi nel mondo.

 

Mercoledì 12 luglio, ore 20.00-21.00
LO SPUNTINO ELEGANTE. STORIA E TRADIZIONE DELLA MORTADELLA A BOLOGNA
Sin dal XVI secolo a Bologna si produceva un insaccato di carni suine macinate, cotte lentamente per garantirne un gusto particolare e una prolungata conservazione. Era la mortadella: un prodotto di lusso che nel Seicento costava nove volte più del pane, tre volte e mezzo più del prosciutto, due volte e mezzo più dell’olio. Nel corso dell’Ottocento le nuove dinamiche industriali impongono anche a questo prodotto la meccanizzazione della sua lavorazione; in particolare l’impacchettamento e la conservazione in scatole di latta permettono la sua esportazione sul mercato internazionale, rendendo la mortadella un prodotto ampiamente popolare, ancora oggi conosciuto in molte parti del mondo sotto il nome di Bologna.

 

Mercoledì 19 luglio, ore 20.00-21.00
PANE E PASTA A BOLOGNA: DAI MULINI DA GRANO ALLE MODERNE TECNOLOGIE
Sin dal XV secolo a Bologna l’intera produzione della farina era concentrata nel Canale delle Moline. Pesanti macine giravano mosse da grandi ruote a pale piane che sfruttavano la forza dell’acqua proveniente dal Reno. La farina, disponibile per tutta la città, era così trasformabile principalmente in pane e pasta. Successivamente, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo i processi di meccanizzazione della produzione di questi alimenti ottimizzano e velocizzano i procedimenti ormai consolidati. Sarà però con la Ditta Zamboni&Troncon, fondata nel 1906, che si affermerà a Bologna la produzione di macchine automatiche per la lavorazione della pasta ripiena. In particolar modo la tortellinatrice, che otterrà  la medaglia d’oro al “Premio Umberto I” nel 1912. Come dichiaravano i cataloghi di vendita, si tratta di una macchina dalla meccanica veramente “speciale” con automatismi di tale precisione da riprodurre l’agire delle mani.

 

Mercoledì 26 luglio, ore 20.00-21.00
IL FREDDO CHE PIACE. STORIA DELLA PRODUZIONE DEL GELATO ARTIGIANALE A BOLOGNA
Apprezzato dai Bolognesi fin dalla fine dell’Ottocento, il gelato artigianale si diffonderà sempre più nel corso del Novecento grazie ad importanti innovazioni tecnologiche che ne consentiranno una migliore e più rapida lavorazione.Attraverso le collezioni del Museo ripercorreremo le principali tappe della storia della produzione del gelato artigianale: dal brevetto nel 1931 della “motogelatiera” di Otello Cattabriga in grado di riprodurre meccanicamente il movimento “stacca e spalma” della spatola per mantecare il gelato, fino alla rivoluzionaria “autogelatiera” ideata da Bruto Carpigiani nel 1945, che porterà alla nascita della Carpigiani Gelati, oggi leader mondiale nella produzione di macchine automatiche per gelati.